In occasione del 34° anniversario dell’assassinio di Peppino
Impastato, che avvenne il 9 maggio del 1978, la consulta provinciale degli studenti
di Messina ha organizzato la Giornata
dell’arte e della creatività studentesca unita alla giornata della legalità
denominata Cento passi fra arte e legalità.
I cento passi sono la breve distanza che separava la casa di Peppino Impastato
dal boss mafioso Gaetano Badalamenti, che fu il mandante del suo assassinio,
avvenuto a Cinisi, suo paese natio in provincia di Palermo, dilaniato da una
carica di tritolo, simulandone un suicidio.
Nel comunicato stampa dell’iniziativa leggiamo tra l’altro: “il progetto nasce dalla consapevolezza che
la mafia si combatte cambiando la società e instaurando una sana cultura di
legalità che, ben radicata nella vita di ciascuno e, in particolare, dei
giovani, possa dimostrare come la mafia viva e cresca nell’ignoranza e nella
repressione dell’impegno civile”.
Essere presenti come Filodirettonews alla manifestazione era un dovere e, in particolare, l’emozione è iniziata a
farsi sentire di fronte alla macchina dilaniata dalla carica esplosiva in cui
viaggiava la scorta del giudice Giovanni Falcone e la moglie il 23 maggio 1992,
esposta fuori il PalaCultura, a Messina, dove nell’auditorium erano presenti,
tra gli altri, il prefetto, Francesco Alecci; il questore, Carmelo Gugliotta;
il comandante della polizia municipale, Calogero Ferlisi e il presidente del
Comitato “Addiopizzo”, Enrico Pistorino.
Proprio a quest’ultima associazione, nata da un anno a Messina, e al
suo presidente coadiuvato da tanti giovani volontari, speranza di un domani
migliore, abbiamo voluto rivolgere alcune domande. A rispondere è Chiara
Pistorino, una referente dell’associazione.
Come nasce l’idea di creare un Comitato “Addiopizzo”, anche, a Messina?
“Nasce – risponde Chiara
Pistorino – dalla voglia di far sentire
la voce, anche, della provincia di Messina. ‘Addiopizzo’ nasce a Palermo, però,
il fenomeno del pizzo è legato a varie realtà. C’era la voglia di alzare un po’
la voce a Messina, che sembra una città quieta dove il fenomeno pare marginale,
ma in realtà lo stesso collegamento con altre associazioni (vedi ‘ASAM’), che
si occupano di racket, ci ha portati a conoscere un fenomeno che è molto
presente”.
Perché l’idea del comitato è partita dai giovani e non, piuttosto, dai
diretti interessati, i commercianti?
“Già, esiste l’‘ASAM – Associazione
Antiracket Messina’ che si occupa delle estorsioni in maniera più
professionale. Mentre il nostro movimento nasce dal basso, dall’essere prima di
tutto cittadini-consumatori che desiderano vivere questa cittadinanza in piena
regola, che, anche, in questo campo vuole dire la sua. Siamo in collegamento
con loro, ma la nostra posizione ricalca un altro ruolo”.
Per capire meglio questo passaggio il Comitato “Addiopizzo” Messina ha elaborato un “manifesto del
cittadino-consumatore per la legalità e lo sviluppo” lanciando in occasione
della Giornata della Legalità, dello
scorso 9 maggio, una serie di sottoscrizioni tra i semplici cittadini sensibili
alla tematica, che s’impegnano – leggiamo – “a scegliere prodotti e servizi forniti da imprenditori, esercenti e
professionisti che non paghino il pizzo o che, essendo stati vittime di
richieste estorsive, ne abbiamo fatto denuncia, chiedendo che le istituzioni e
gli organi di polizia rinnovino l’azione a tutela della sicurezza e
dell’attività economica di chi ha avuto il coraggio di denunciare, sollecitando
tutte le forze politiche ad un concreto impegno ed a una maggiore sensibilità
verso le problematiche attinenti al racket delle estorsioni”.
“In pratica ‘Addiopizzo’ – precisa
Chiara Pistorino – appoggia quel
commerciante che non ci sta a questo gioco in raccordo con una serie di
consumatori che acquistano prodotti venduti in quell’esercizio che non paga il
pizzo. Esistiamo, ormai, da un anno, la nostra sede legale è presso la chiesa
Santa Maria di Gesù in Messina, guidata da don Terenzio, che, da qualche tempo,
ha avviato un cammino di legalità
stimolandoci a fare associazionismo. Abbiamo iniziato piano, stando attenti a
fare i passi giusti. Ultimamente, abbiamo vinto una gara indetta dal comune per
avere in concessione un bene confiscato alla mafia (un appartamento) in via
Roosvelt, dove faremo la nostra sede ufficiale”.
Quali gli altri passi a venire?
“In tutti i fine settimana di maggio
(sabato e domenica) saremo in vari punti della città a fare questa raccolta
firme. Poi andremo a piazza Cairoli con lo stesso obiettivo di far leggere il
manifesto a tutti i consumatori. E se il cittadino è cosciente e desidera tener
fede, a quanto scritto, aderisce e, man mano, invieremo tutte le informazioni sulle nostre attività”.